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IL DENARO COME RELAZIONE

Aggiornamento: 25 apr

Abstract del paper che sarà presentato il 15 maggio 2026 alla Conferenza Renaissance Economics, Manifesto per la Nuova Economia, Roma.

Di Paolo Fedi e Manuela Pagani Larghi


Il denaro come relazione: una prospettiva sistemica sulla trasformazione economica

I sistemi economici contemporanei si fondano in gran parte su un'assunzione implicita: che la moneta sia uno strumento tecnico neutrale per misurare il valore e abilitare lo scambio. All'interno dei paradigmi economici mainstream, il denaro tende a essere inquadrato principalmente come uno strumento di allocazione (accumulo, dono, prestito e spesa), efficienza (rapporto risorse e risultati) e ottimizzazione (massimizzazione profitto), mentre le sue dimensioni relazionali, emotive e simboliche rimangono in gran parte inesplorate o trattate come periferiche. Tuttavia, crisi sistemiche crescenti — disuguaglianza economica, erosione della fiducia sociale, degrado ambientale e crescente precarietà — suggeriscono che i paradigmi prevalenti potrebbero affrontare i sintomi piuttosto che le cause profonde.

Questo articolo propone una riformulazione del denaro non come oggetto neutro, ma come fenomeno relazionale e sistemico. 

Sostiene che il denaro funzioni oggi come mezzo di “potere” (poiché non segue leggi di natura, essendo accumulabile e producendo, attraverso l’interesse composto, una crescita “dal nulla”) — tra individui, istituzioni, comunità ed ecosistemi — e che la trasformazione economica richieda un'attenzione esplicita a come il denaro plasmi comportamenti, strutture, relazioni e modelli mentali. Senza tale attenzione, anche riforme ben intenzionate rischiano di riprodurre le stesse dinamiche estrattive e alienanti che mirano a superare.

 

Domande di ricerca

Il documento affronta le seguenti domande guida:

  • In che modo la comprensione del denaro (che implica anche la comprensione di ciò che esso rappresenta a livello collettivo: il denaro è un’illusione viva che muove il mondo), cambiano la nostra interpretazione del comportamento economico e degli esiti economici?

  • In che modo le assunzioni interiorizzate (credenze limitanti: es. se ho tanti soldi valgo molto) sul denaro influenzano il processo decisionale individuale e collettivo all'interno dei sistemi economici?

  • Perché lo sviluppo interiore — inteso come la coltivazione della consapevolezza, dell'agency (capacità di agire consapevolmente) e della capacità relazionale — è una condizione necessaria per una trasformazione economica sistemica?

  • In che modo gli approcci basati sulla pratica possono contribuire a ripensare i paradigmi economici oltre le riforme tecniche o normative?

  • Come sarebbe e che ruolo avrebbe il denaro in un mondo armonico e “giusto”?

 

Quadro teorico

L'articolo si basa su un quadro interdisciplinare che integra antropologia economica, economia politica e pensiero sistemico. Basandosi sulle intuizioni di studiosi come Karl Polanyi e Marcel Mauss, riconosce che l'attività economica è storicamente stata inserita nelle relazioni sociali, nelle norme culturali e nei quadri morali. L'isolamento dell'economia dalla vita sociale, caratteristico delle società di mercato moderne, non solo ha alterato le istituzioni ma ha anche rimodellato la soggettività — influenzando il modo in cui gli individui percepiscono valore, successo, sicurezza e autostima e si percepiscono come individui separati (homo homini lupus).

Da una prospettiva sistemica, ispirata dalla Teoria U, l'articolo adotta la distinzione tra orientamento egocentrico ed eco-sistemico. Una logica economica egocentrica privilegia l'ottimizzazione a breve termine, la competizione e l'interesse personale, mentre un orientamento eco-sistemico incoraggia e stimola la consapevolezza dell'interdipendenza, la rigenerazione e la ricerca del benessere collettivo. La persistenza di schemi egocentrici non è solo una questione strutturale: tali schemi sono sostenuti da modelli mentali interiorizzati, risposte emotive e modi abituali di relazionarsi con il denaro.

Questa intuizione è in linea con le ricerche emergenti sugli Obiettivi di Sviluppo Interiore (IDG), che identificano capacità interiori — come la consapevolezza di sé, le abilità relazionali, le capacità di collaborare, il pensiero sistemico e l’azione collettiva basata sulla consapevolezza (agency)— come fattori fondamentali della trasformazione sociale. L'articolo sostiene che il nuovo paradigma economico (al quale aneliamo in termini di armonia e giustizia per tutto e tutti) presuppone certe capacità interiori, funzionali a sostenere l’agire per il bene comune, e che tali capacità vanno rese esplicite e coltivate intenzionalmente. 

Di forte rilevanza è inoltre il contributo che porta la CNV (Comunicazione Non Violenta) nell’identificare i bisogni universali che anche l’economia è chiamata a soddisfare e la qualità delle relazioni che occorre coltivare per costruire le fondamenta del nuovo sistema, partendo da una prospettiva ecosistemica. 

 

Di conseguenza, le riforme economiche spesso sottovalutano il ruolo della coscienza, della responsabilità individuale e delle dinamiche relazionali e di potere nella determinazione degli esiti sistemici.

 

Il denaro come campo relazionale

Alla base dell'articolo c'è l’idea che il denaro opera come un campo relazionale piuttosto che come una metrica neutrale come definita dal sistema economico attuale (si vedano le storiche funzioni del denaro: mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore

 

Il denaro porta con sé significati legati alla storia culturale e familiare di ciascuno di noi: significati legati al potere, riconoscimento, sicurezza, scarsità e appartenenza. Questi significati influenzano il modo in cui le persone negoziano, competono, cooperano e giustificano le decisioni — spesso al di sotto del livello di consapevolezza consapevole. Quando non vengono esaminati, questi significati possono portare a fraintendimenti, reazioni emotive e tensioni strutturali all'interno di organizzazioni, comunità e istituzioni pubbliche.

Considerare il denaro come un campo relazionale permette una comprensione più profonda di fenomeni a diversi livelli: geopolitico, istituzionale, imprenditoriale, sociale e individuale. Dai conflitti sulle risorse primarie, alla lotta tra interessi politici, resistenza alla redistribuzione della ricchezza, sfiducia nelle istituzioni a causa della prevalenza di interessi privati, l’accesso ai beni e servizi garantiti solo in funzione del reddito, , conflitti sugli stipendi, …. Mette inoltre in discussione l'assunzione che la sola trasparenza o la correzione tecnica siano sufficienti per affrontare l'ingiustizia economica. Senza consapevolezza relazionale e interiore, la trasparenza e gli interventi tecnici possono amplificare il confronto, il risentimento o la paura, invece di favorire fiducia e responsabilità.

 

Intuizioni basate sulla pratica

L'articolo integra intuizioni provenienti da una serie di laboratori applicati e processi di gruppo facilitati focalizzati sul tema del denaro, condotti in contesti organizzativi e civici. Queste esperienze basate sulla pratica non mirano a fornire educazione finanziaria o prescrizioni comportamentali. Al contrario, creano spazi strutturati in cui i partecipanti possono osservare le proprie assunzioni, emozioni e schemi relazionali riguardo al denaro.

In questi contesti emergono dinamiche ricorrenti: i partecipanti riferiscono una maggiore consapevolezza di quanto profondamente il denaro sia legato all'identità e al valore personale; riconoscono schemi di comportamento guidati dalla scarsità anche in contesti di abbondanza relativa; e scoprono come le norme non dette sul denaro plasmino i risultati collettivi. Queste osservazioni suggeriscono che lo sviluppo interiore non sia una preoccupazione astratta o individuale, ma una leva concreta collettiva per evolvere la visione di un nuovo paradigma economico che sia al servizio del bene comune (in senso rigenerativo del termine).

 

Implicazioni per i nuovi paradigmi economici

L'articolo sostiene che il nuovo paradigma economico che sta già gettando le basi della sua nascita, non può emergere solo attraverso una riprogettazione istituzionale o un'innovazione politica (si pensi, per esempio, all'introduzione sperimentale, in alcuni stati, del reddito universale). Sebbene tali misure siano essenziali, rimangono insufficienti senza una parallela attenzione alle dimensioni interiori della vita economica. 

Trasformare il denaro da mero strumento tecnico (quello che pensiamo sia ma che non è) a campo relazionale svuotandolo del suo potere (di narrazione collettiva), richiede un duplice processo: coltivare le capacità interiori (necessarie a lasciare andare tutto ciò che oggi il denaro rappresenta nelle nostre menti, quindi qualsiasi forma di separazione, scarsità e attaccamento) e cambiare progressivamente le strutture esterne che devono diventare più agili e dinamiche (prototipi iterativi), integrando continuamente i feedback. 

Questa prospettiva ha implicazioni per molteplici ambiti, il primo è quello dell’educazione. Dovremo urgentemente e prioritariamente ripensare a fondo il sistema educativo, perché insegni in primo luogo la fiducia e l’interdipendenza. Un’educazione che non sia più solo nozionistica, bensì “incarnata”. 

Questo tipo di educazione sceglie di integrare competenze relazionali e riflessive, in particolare alla luce della propagazione virale dell’utilizzo dell’IA in tutti gli ambiti della vita, per permettere a individui e organizzazioni di agire con maggiore coerenza, responsabilità e cura per il sistema più ampio.

È necessario inoltre, sin d’ora, ad impegnarci e rieducarci tutti, a prescindere dall’età biografica nella quale stiamo vivendo. 

 

Conclusione

Riformulando il denaro come fenomeno relazionale e sistemico, questo articolo contribuisce ai dibattiti in corso sulla trasformazione economica e sui nuovi paradigmi. Sostiene che lo sviluppo interiore — come articolato da modelli come gli Obiettivi di Sviluppo Interiore e la CNV — non è accessorio ma fondamentale per un cambiamento economico sostenibile e inclusivo. Riconoscere e coltivare le dimensioni relazionali del denaro apre strade verso economie più umane, resilienti e allineate al benessere collettivo e del pianeta.

 

Invece di offrire un modello prescrittivo, l'articolo invita alla sperimentazione di spazi nei quali sviluppare consapevolezza del significato del denaro nelle nostre vite (come individui, organizzazioni, istituzioni e umanità), per poi trasformare questa consapevolezza (nuovi modelli mentali) che daranno luogo a nuovi processi (educazione), strutture (protoipi reiterativi) e nuovi comportamenti in sintonia con la visione di un mondo armonico e giusto..

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Manuela Pagani Larghi

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