Per un'Economia Madre
- Alberto Gallo

- 3 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Ho letto i precedenti articoli del blog, e conosco Manuela a sufficienza per dire che ci muoviamo in un'orizzonte comune.
Mi muoverò dunque dando come assunti i temi già trattati, che inquadrano in un contenitore di significati più vasto le riflessioni che ora vorrei far approdare a quello che ho chiamato “Economia Madre”.
“Per un'Economia Madre” è il nome del percorso che sto condividendo con Manuela, e la preposizione iniziale indica vari aspetti delle intenzioni che mi hanno animato nel proporlo.
In essenza, il mio è un invito ad un'elaborazione collettiva delle condizioni necessarie (seppur non sufficienti) per costruire un nuovo sistema economico, che ha nelle qualità di “Madre” alcune caratteristiche distintive.

Se intendiamo l'economia nel suo senso più ampio, esso riguarda i meccanismi di gestione delle risorse per soddisfare i bisogni. A me questo fa pensare che ogni cosa che facciamo sia economia. Ogni decisione che prendiamo è un meccanismo di gestione delle risorse per soddisfare dei bisogni. D'altra parte, è una delle premesse della Comunicazione Nonviolenta: ogni azione è un tentativo di soddisfare un bisogno. E per agire questa azione attingiamo a delle risorse, che siano tempo, capacità, o risorse materiali.
Un sistema economico è una struttura che mette in relazione le persone per questo scopo: gestire le risorse per soddisfare dei bisogni.
Per farlo in senso evolutivo, senza ricascare nelle vecchie abitudini, è importante fare parecchie considerazioni.
Mi limito a quella essenziale: cosa intendiamo per “senso evolutivo”.
Da cui discende cosa intendiamo per “gestire le risorse” e cosa intendiamo per “soddisfare i bisogni”.
Un senso evolutivo
Risuono con la visione hegeliana della storia come un processo di tesi-antitesi-sintesi, che mi ricorda da vicino l'oscillazione e la ricerca di equilibrio taoista.
Ci sono ragioni storiche e filosofiche profondamente affascinanti che mi hanno portato a denominare il sistema economico che invoco come “Economia Madre”, ma trascendono le ambizioni di questo articolo.
L'accezione di “Madre” indica l'incontro fertile tra femminile e maschile, la sintesi, la via taoista dell'equilibrio e della vita.
I principi yin e yang taoisti si estrinsecano in economia rispettivamente nel principio del dono e nel principio dello scambio, e in un'Economia Madre questi principi sono intrecciati tra di loro armonicamente.
Il senso evolutivo risiede nel ripristinare l'armonia, anteponendo il principio yin (fiducia, credito, qualità, connessione, coagulazione) al principio yang (sfiducia, debito, quantità, separazione, soluzione).
“First connection, then correction”, per parafrasare M.B.Rosenberg, creatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV)
Gestire le risorse
Anteponendo il principio di connessione, le risorse non son tanto da “gestire”, quanto piuttosto da “onorare”. Nella coscienza dell'inter-essere, sappiamo che siamo parte di un organismo, e sappiamo che le risorse non sono “nostre”.
Siamo consapevoli di vivere nel dono e grazie al dono, e questo ci porterà a saper onorare i doni della Terra.
Charles Eisenstein, pensatore incredibilmente lucido e purtroppo non conosciuto come vorrei, ha scritto pagine ispiratissime a questo riguardo. Riporto una sua metafora che trovo estremamente potente, per cercare di evocare il senso profondo del cambiamento.
Eisenstein sostiene che il denaro che ha sostenuto l'economia fino ad oggi contiene in sé delle caratteristiche che costringono l'essere umano a tramutare quanto più possibile la Natura (esseri umani compresi) in fonte di profittio. La logica è estrattiva, e inevitabile. Un denaro a debito (sfiducia), caricato di interessi, non può che portare a una crescita materiale, ma con l'importante effetto collaterale di un parallelo impoverimento spirituale. Uno sguardo più completo sul mondo, che coinvolga anche la sfera economica, porterà a creare delle logiche diverse, che onorino la diversa fase verso cui sta volgendo l'umanità: non più un'umanità bambina, che pensa solo a prendere da “Mamma Natura”, ma un'umanità che diventa adulta, e scopre un amore diverso da quello filiale. Un amore fatto di reciprocità, un amore di un organismo che può serenamente arrestare la sua crescita materiale (non esiste bambino che cresca all'infinito), non rinunciando ad un altro tipo di crescita, che ha soprattutto a che vedere con le relazioni. In cooperazione armonica con gli altri esseri umani e con la natura stessa, in cui finalmente ci riconosciamo come parti dello stesso organismo.
Soddisfare i bisogni
Per comprendere appieno questo aspetto occorre perlomeno sintonizzarsi sulla parola “bisogni”, e la CNV può aiutarci in questo: i bisogni sono le forze vitali, profonde e universali che motivano ogni singola azione umana. Sono astratte, e universali, ovvero comuni a chiunque sia vivo, a prescindere dalla sua cultura, da quello che pensa, e quello in cui crede. Bisogni come quello di mangiare, di riposare, bisogni come sentirsi liberi, esprimersi, di considerazione, di accoglimento, di sentirsi al sicuro, e tanti altri. Questi bisogni possono esser soddisfatti in tanti diversi modi, ed esistono fintanto che esiste la vita.
Quanto più stiamo soddisfacendo dei bisogni, tanto più proviamo emozioni piacevoli, e viceversa.
Il gioco perverso dell'economia che conosciamo ci chiede di rimanere in uno stato di perenne insoddisfazione, per poter essere dei buoni consumatori. Pertanto, ci spinge a desiderare servizi o oggetti che tamponano per il più breve tempo possibile questi bisogni, per poi chiederne degli altri. Si capisce meglio come mai questo modello ci abbia spinto verso l'obsolescenza pianificata, e verso la depressione cronicizzata.
La depressione ha un'altra radice fondamentale, che è l'isolamento. Tantissimi bisogni umani si basano infatti sulla qualità delle relazioni con altri esseri umani, dunque un'Economia Madre avrà sicuramente come fondamenta la rigenerazione di un tessuto sociale (il principio yin di connessione), permettendo l'esperienza del benessere derivante dalla consapevolezza dell'inter-essere.
Man mano, passeremo dai “miei bisogni” e i “tuoi bisogni” ai “bisogni della vita”, che ci comprendono tutti.



Commenti